Creare un sito nel 2026
Viviamo nell’era degli agenti AI e le grandi aziende integrano questi assistenti virtuali in qualsiasi servizio, e questo vale anche per gli hosting provider che non solo ti vendono il dominio e lo spazio per ospitare il tuo sito, ma ti offrono un potentissimo strumento per creartelo da solo.
Se fino a qualche anno fa dovevi necessariamente utilizzare CMS come Wordpress, ad oggi con 20 euro hai accesso a Codex o Claude Code e puoi semplicemente creare il tuo sito delegando tutto il lavoro. L’elefante nella stanza è quindi questo: perché dovrei pagare un webmaster quando posso ottenere ciò che voglio semplicemente utilizzando la mia tastiera?
La verità è che i siti generati dall’intelligenza artificiale non funzionano, e non perché non siano belli, ma perché sono vuoti. Sarebbe come guidare una Ferrari con il motore di un 125.
In questo articolo analizzeremo 10 punti da tenere in considerazione quando devi scegliere se affidarti ad un professionista o meno per la realizzazione del tuo sito:
1. Il sito deve essere bello ma funzionale
Un’intelligenza artificiale in pochi prompt sembra creare un sito completo e funzionante, ma tu non vuoi che i potenziali clienti pensino che hai dei bei gusti: vuoi che ti chiamino per richiedere i tuoi servizi.
I siti creati dalle IA spesso sono deficitari di una struttura pensata per favorire la navigazione dell’utente, i testi generati suonano artificiali e mancano le call-to-action. Questo fa percepire all’utente finale uno scarso valore e lo spinge verso i siti web della concorrenza.
2. L’indicizzazione sui motori di ricerca
Le intelligenze artificiali creano siti belli ma spesso pesanti e lenti a caricare (per gli standard dei bot di Google). Questo comporta che i motori di ricerca vedano pagine vuote e non ti facciano apparire tra i risultati, trasformando il tuo sito in una vetrina che non conosce nessuno. Questi non sono dati inventati, ma il frutto di mie analisi effettuate su siti web generati dalle IA, dove si evidenziano punteggi di Core Web Vitals molto bassi a causa, per esempio, di codice JavaScript ridondante generato automaticamente.
3. La SEO
La SEO (Search Engine Optimization) è l'insieme di regole per apparire il più in alto possibile sui motori di ricerca e, anche se dice di sì, l’IA non la padroneggia a fondo.
Non è solo una questione di testi, ma di tag HTML, attributi delle immagini ed elementi invisibili all’utente ma cruciali per i bot di Google. L’IA farà un sito veramente ottimizzato? Nì, sebbene possa impostare una struttura di base, le ottimizzazioni tecniche avanzate richiedono l'intervento di un esperto.
4. La GEO
La GEO (Generative Engine Optimization) è la cugina appena nata della SEO: tutti quegli accorgimenti che fanno apparire il tuo sito tra le fonti citate dalle IA. In un’era in cui possiamo confrontare centinaia di professionisti con un prompt, la GEO è vitale. L'IA può impostarla, ma un'ottimizzazione troppo spinta e poco umana rischia di penalizzare la naturalezza del testo.
5. Sicurezza
La questione sicurezza è delicata: per un'IA l’importante è portare un risultato, non il come. A causa di configurazioni superficiali potresti ritrovarti con dati sensibili esposti e subire tentativi di compromissione. Non vale la pena rischiare.
6. Immagini IA
Evita di generare le immagini del tuo sito con l’intelligenza artificiale: si nota subito e la percezione dei clienti crolla. Sul web sono disponibili milioni di immagini stock professionali e i nostri telefoni scattano foto eccellenti, non ci sono scuse.
7. Il sito deve essere responsive
Un sito responsive si adatta perfettamente allo schermo da cui viene visualizzato. Non basta rimpicciolire i pulsanti: serve garantire un'esperienza utente (UX) ottimale. Bisogna considerare, inoltre, che Google adotta il Mobile-First Indexing per cui valuta e indicizza il tuo sito basandosi esclusivamente sulla sua versione per smartphone. Tenere a mente questa cosa non è importante solo per la SEO ma anche per i tuoi utenti considerando che se nel 2011 solo il 6.1% del traffico in rete proveniva da smartphone, nel 2025 la soglia ha superato il 60% (fonte: DataReportal).
8. Aggiornamenti
Il sito non è una cosa che crei e poi dimentichi. Serve una strategia per tenerlo costantemente aggiornato, altrimenti Google lo considererà inattivo o di scarso valore, facendoti perdere posizioni e clienti.
9. La gestione legale
Un’IA non conosce le sfumature delle normative locali. Ad esempio: sapevi che se sei un libero professionista iscritto ad un albo professionale devi esporre all'interno del sito il numero di iscrizione? Le sanzioni possono essere salate ed una corretta gestione legale dal giorno zero è fondamentale.
10. L’esperienza
Chiedere all'IA di risolvere i problemi tecnici ti porterà via tantissimo tempo, mettendoti in balìa di uno strumento che non padroneggi. Un webmaster esperto risolve le anomalie in breve tempo, garantendo che il sito sia sempre online e permettendoti di concentrarti sul tuo lavoro.
Se hai creato un sito con l’IA e non funziona, o se vuoi crearne uno da zero, contattami per una consulenza gratuita: ti proporrò una soluzione su misura per le tue esigenze.